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plastica perpetua

Ma che farcene di tutta questa plastica che quotidianamente buttiamo? Un gruppo olandese ha creato un'installazione per sensibilizzare il pubblico sul problema della plasttica e del riciclo, utilizzando il proprio bicchiere di plastica dopo un processo di pulizia, frantumazione, estrusione ed infine stampa si crea un anello o qualche altro gadget. Due rappresentanti del gruppo better future factory di rotterdam erano presenti al workshop sulla stampa 3d all'ICTP organizzato dalla Scence Dissemination Unit.

Per ulteriori informazioni www.perpetualplasticproject.com

3d printing

Dopo la tre giorni intensiva dedicata alla stampa 3d mi è venuta voglia di testare una stampante reprap. Mi sono guardato in giro e di modelli ce ne sono tanti a dipsosizione. Dopo l'interessante intervento di Gaia Fior di www.32b.it sulla differenza tra pre assemblate o kit ho deciso di cercare un kit che non avesse dei costi esorbitanti. Ad oggi i kit più affidabili sembrano il makerbot e la ultimaker ma anche le reprap derivate dalla prusa e dalla mendel non se la cavano male. Le differenze sembrano siano nella struttura di costruzione, alcune adottano una struttura in legno altre in metallo e ogni giorno se ne aggiungono di nuove. Per iniziare consiglio la bellissima pubblicazione fatta per il workshop all'ICTP realizzata con il materiale del workshop stesso e disponibile gratuitamente (in inglese) al seguente indirizzo.

http://sdu.ictp.it/3D/book.html

Per i vari modelli consiglio i siti

www.ultimaker.com

www.makerbot.com

www.kentstrapper.com

il peggior workshop di sempre

Tempo fa avevo visto sul sito vvvv l'annoiuncemnet di un workshop di vvvv organizzato dal festival toolkit di venezia tenuto da dotdotdot. Il workshop si presentava bene, anche se entry level avevo deciso di parteciparvi perché non fa mai male ripassare e il progetto finale era unpinstalalzione ed ero interessato anche al processo creativo della realizzazione. Parto alle 6.41 di giovedì ed arrivo a Venezia in tempo per trovare il posto, così arrivo con un po' di anticipo, ma visto che sul sito era indicato l'inizio alle ore 10 ho pensato che 30 minuti prima non avrebebro fatto male. Alle 11 ancora niente, aspetto e incontro le due ragazze che si erano iscritte, ma non era numero minimo 10? boh, sorvolo. Alla fine arriva anche Alessandro di dotdotdot e iniziamo con le reciproche presentazioni ma non c'è un tavolo dove mettere i computer, lo trovano e il pomeriggio scompare perché serviva per metterci le patatine dell'ìinaugurazione, roba da oratorio, ma la mattinata scorre via, il pomeriggio ci dedichiamo alle riprese e ci raggiunge anche il quarto, Toby, un ragazzo australiano arrivato direttamente da Miami. Facciamo le riprese per l'installazione e il primo giorno se ne va. Il giorno dopo faccio presente la scarsa organizzazione e ne parlo anche con Alessandro, che si trova in una situazione poco invidiabile. Al suo posto avrei ribaltato tutto, ma continuiamo, il mattino vola via quasi interamente ad installare il sistema operativo alle due ragazze e poi iniziamo finalmente con vvvv. Ripasso cose già viste e riviste, ma anche osservare un altro come lavora e capire i metodi è istruttivo. Alla fine colleghiamo parzialmente anche un arduino, l'unica cosa che non avevo ancora fatto con vvvv, avevo sempre usato processing. E anche il secondo giorno, scarso, passa. Il venerdì trenitalia mi risparmia il viaggio e forse un'ulteriore incazzatura. Toolkit? Sconsigliatissimo

illumiroom, il projection mapping casalingo

Così anche il projection mapping entra a far parte del mondo dei videogiochi. L'avvento della kinect ha permesso a vari artisti di sviluppare installazioni in cui il video si adatta all'ambiente circostante e la Microsoft ha colto l'idea creando il progetto Illumiroom. Il sistema permette di proiettare su una parete anche complessa, ovvero con mobilia e altro, aumentando la visione del videogioco creando de facto una sorta di realtà aumentata nel proprio soggiorno.

ombre abbandonate @ doubleroom

E' sempre una bella esperienza fare delle videoinstallazioni in primis per la sfida di creare qualcosa che riesca a stupire e creare curiosità e, nonostante la giornatina impegnativa, sono riuscito ad allestire l'installazione in tempi abbastanza stretti. L'installazione in sé è molto semplice, grazie ad oggetti di uso comune si devono creare delle ombre che simulano il frontemare di Trieste, oltre a questo semplice gioco di ombre ho aggiunto un gioco di ombre che veniva generato dalle persone attraverso la kinect. Il primo step è stato quello di individuare i palazzi ed è il lato interessante è scoprire i nomi degli architetti. Non sapevo che l'architetto Pertsch è stato l'utore di molti dei palazzi che formano il frontemare di Trieste. Dopo l'uscita fotografica per individuare le dimensioni dei paalzzi ho usato sketchup per ricrearli in 3D e poi creare i bordi che verranno utilizzati come guida per le ombre. QUalche giorno fa ho fatto con Massimo un primo test e anche su suoi consigli abbiamo modificato alcune cose. Una è stata l'introduzione di una temporizzazione per poter visualizzare i palazzi dal palazzo Rosso di Berlam al Palazzo della Regione.